mercoledì 8 ottobre 2008
Il quinto elemento
martedì 19 febbraio 2008
Vigilia

"Drriiinnn"- "Sono la zia. A che ora è domani la laurea, allora?"
"Non so, non prima delle 11,30, dice il laureando. Ci sono otto discussioni della specialistica e poi c'è lui, che è il primo delle triennali. Facciamo alle 11 per scrupolo, va".
"Ok, a domani".
Clic.
"Drriiinnn"
- "Sono la nonna. Volevo fare gli auguri a tuo fratello. Sai, sono troppo vecchia per venire fin lì domani. Ah, sta ripassando? Va beh, salutamelo e digli che prego tanto per lui".
Clic.
"Drrriiinnn"- "Sono l'amico di famiglia. Allora, a che ora è domani? Undici o 11,30? Decidetevi, casso! Ok, facciamo 11,15"
Clic.
"Drriiinnn"- "Sono l'altra zia. Sì, allora, per il rinfresco ho preparato dieci torte salate, venti dolci e trenta litri di caffè"
"Ma zia, tranquilla, non serviva ..."
"No, no, mi spiace solo non poter fare di più".
"Va benissimo così, grazie mille".
Clic.
"Drrriiinnn""Sono l'amica. Ma domani mattina dobbiamo trovarci prima per preparare gli scherzi?"
"No, venite direttamente"
"Ma alle 11 o alle 11,30?"
"Facciamo 11,13 e 25 secondi, tanto per star sicuri".
Clic.
C'è sempre una prima volta per tutto. La vigilia della laurea del fratellino (si fa per dire) minore è un'esperienza che mi mancava. Ma non è finita qui.
Ora mi attende almeno un'ora da pubblico-cavia-silenzioso, mentre lo ascolto ripetere e mettere a punto il discorso per domani. Che mi replicherà la mattina, prima di partire ... aaaaarrrrgggghhhh!
mercoledì 5 dicembre 2007
Meccanismi
Però lascio, per chi vuole, una riflessione sui meccanismi che fanno e gonfiano, a volte a sproposito, una notizia. Sono i pareri di gente più navigata di me nel mondo del giornalismo e che ha vissuto la storia molto più da vicino, da un punto di vista professionale: li trovate qui e qui ... scavando scavando si arriva pure a sentire l'audio di quella famosa seduta del consiglio comunale.
martedì 25 settembre 2007
Vajont. Un nuovo paesaggio per fare memoria
Il documentario è stato premiato alla mostra del cinema di Venezia, nel 1960. Non era spiegato perchè. Non so quali fossero i concorrenti. Però c'è anche da dire che quel conte Vittorio Cini che tanto ha fatto per la Serenissima e per il cinema in laguna, era pure uno dei maggiori azionisti della Sade, la società idroelettrica privata che ha voluto e fatto costruire la diga del Vajont, prima di (ri-)venderla alla neonata Enel ... una casualità?
foto da: erto.it
domenica 23 settembre 2007
Ghirada BarCamp - Day One (22sept)
giovedì 20 settembre 2007
It's time to go (quasi)!
La Ghirada ci aspetta. I partecipanti sembrano aumentare. Io sono pronta al mio ruolo di curiosa. Con telecamera (forse).
Adelante, pedro, pero con juicio!
Chi viene?
martedì 11 settembre 2007
E voi dove eravate?
Per me è stata una cosa "a scoppio ritardato". Come l'onda del Vajont quando ha scavalcato la diga, più o meno: prima, si racconta, è arrivata una massa d'aria potentissima, incanalata nella valle e spinta dal movimento dell'acqua. Una massa d'aria che è arrivata come vento pesante nelle strade di Longarone, senza però che la gente riuscisse ancora a capire cosa stava per succedere.
Io l'11 settembre 2001, nel primo pomeriggio, ero in piazza dei Signori, a Treviso, con delle amiche. Stavamo guardando le vetrine di una libreria con orario continuato, forse per farci venire l'idea per un qualche regalo. A una delle mie amiche è arrivato un sms da sua sorella, con la notizia dell'attacco alla prima torre. Un sms pesante come la massa d'aria del Vajont.
Ma io, lì per lì, complice forse l'assenza di dettagli precisi, non ci ho dato troppo peso. "Sarà un altro di quegli innumerevoli bisticci tra stati che si pestano continuamente i piedi. Sarà il solito mitomane", ho più o meno pensato.
Poco dopo sono tornata a casa. Ho acceso la tele.
Non era il solito mitomane.
E le immagini della tv mi hanno investito come l'onda del Vajont.
E voi, dove eravate?
lunedì 10 settembre 2007
In ordine sparso
Orbene, urge fare un elenco. Rigorosamente in ordine sparso:
- Cornice: inizia il secondo anno di master. Ne avremo fino ad aprile. Poi quattro mesi di stage. Poi chiusura del master. Poi esame di Stato. Poi ... officially unemployed! ... a meno che, nel frattempo ...
- 22-23 settembre: primo BarCamp a Treviso ... roba da blogger, ma non solo ... ho una voglia matta di metterci dentro il naso. Con me, per ora, la mia amica quasi-pr fresca fresca (in tutti i sensi) di stage a Bruxelles. Come, non sapete cos'è un BarCamp? Beh, neanch'io lo so di preciso. Sul sito di quello che si terrà in Ghirada si legge:
"Una non-conferenza nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Un evento intenso con discussioni, demo e molta interazione tra i partecipanti. Se hai qualcosa da condividere o il desiderio di imparare sei benvenuto e invitato a partecipare"... insomma il tentativo di portare nella realtà fisica, con degli eventi, il "metodo" di conoscenza-partecipazione-discussione (social network?) che tanto si sta sviluppando nella rete. Nessuno in cattedra. Condivisione di saperi ed esperienze. Amen. Altri partecipanti sono benvenuti.
- ho trovato una palestra di judo logisticamente comoda qui a Milano (fregherà niente a nessuno, ma volevo dirlo lo stesso) ... e forse ci trascino pure Paperino (quello della 'disavventura a Garlasco') ... mercoledì si inizia!
- con oggi si è aperta l'ultima settimana di stage in Reuters ... :-( ... considerazioni finali rimandate a data da destinarsi
- mi sono iscritta anch'io su Facebook. Simpatico trabiccolo di cui non riesco ad apprezzare ancora, nella pratica, tutte le potenzialità ...
Fine degli aggiornamenti. Per ora. Perdonate lo stile sciatto e la scarsa originalità. Il mal di testa mi sta sconquassando il cervello e appiattendo l'umore.
Augh.
martedì 31 luglio 2007
Genty e le trevigiane
titolo "Treviso, città di adultere"
sottotitolo: Gentilini a ruota libera
dal pezzo: Le donne trevigiane: belle da vedere ma irrimediabilmente infedeli. Lo pensa il prosindaco della città, Giancarlo Gentilini (...)
Belle da vedere: "Scoprano, scoprano il loro ben di Dio e anche gli altarini", esorta. Salvo aggiungere che "per fortuna da noi non sono in vigore le leggi islamiche perchè se dovessimo lapidare tutte le adultere, a Treviso non basterebbero le pietre delle Dolomiti" (...)
lunedì 4 giugno 2007
Intermezzo
augh.
mercoledì 9 maggio 2007
Rosso Pechino
Treviso ha dato dieci giorni di tempo ai ristoranti cinesi per togliere dai loro ingressi le lanterne rosse (…) E il prosindaco Genitlini: “Treviso è una città veneta e padana, non orientale” (…)
Il pezzo prosegue all’interno. Pagina trentacinque. Decanta l’ordine e la pulizia della città, ottenuta con un rigore che sa di imposizione militaresca per correggere i comportamenti dei cittadini. Risultato: Treviso brilla, le altre città, a iniziare da Padova, ma sono citate anche Firenze e Roma, sono sporche e puzzano. Però, c’è un però, per Camon:
il punto debole di questo sistema è
Ora, vabbè che Genty è un tipo sui generis, ce lo teniamo e a volte fa pure tenerezza.
E io devo ancora verificare questa cosa delle lanterne rosse. Ma leggendo il finale mi sorge uno spontaneo: “Eh?!” … di cui lo smile corrispondente è :-@
Ai blogger l’ardua sentenza …
Augh.
Aggiornamento dell'11 maggio: ho trovato questo articolo del Gazzettino (7 maggio) e questo articolo della Tribuna (8 maggio) in rete ... sembrerebbe vero, con le dovute precisazioni "amministrative" ... vediamo come andrà a finire ...
venerdì 20 aprile 2007
perchè lì sì e qui no? domande marzulliane
Premessa (o meglio: pretesto): scoppia l'incendio alla De Longhi di Treviso. Perché non c’è (ma ammetto anche il caso di “non conoscerlo”) un sito internet, una fonte informativa giornalistica on line “regionale” (più o meno) che dia aggiornamenti sulla vicenda, passo passo? Perché è appannaggio solo di mediagroup nazionali o sovranazionali come corriere.it, rainews24 o Sky? L’incendio alla De Longhi, l’ho detto, è solo un pretesto. Si potrebbe estendere la riflessione a tutta l’attività giornalistica che riguarda eventi più o meno “straordinari”…Risposte: banali e concatenate
1- no ghe xe abbastanza schei per investire su internet come fonte informativa (poca attrattiva pubblicitaria, quasi inesistente possibilità di abbonamenti on line)
2- questo perché forse internet non è ancora entrato così tanto nelle abitudini della gente del Nordest (per questo caso, ma si potrebbe anche parlare delle altre zone d’Italia) da farlo preferire alle fonti “dominanti”?
3- non ci sono le strutture né la volontà/convenienza di investire in esse - figurarsi sui giornalisti :-@
Insomma: il quotidiano locale della Virginia, il Roanoke Times,
copre magistralmente il caso della strage nel Politecnico (nella foto, la veglia per le vittime). E sul suo sito internet, come spiega Reporters, offre una pluralità di informazioni multimediali, dai testi degli articoli, alle foto, ai video, ai commenti dei blogger. foto da: corriere.it; rainews24.it
martedì 10 aprile 2007
vecchio scarpone
...ecco, il calzolaio Gigio, per me, solo per me, è un luogo della memoria.Sta sotto al cavalcavia della stazione, in un vano concesso dal Comune. I suoi vicini: un elettrauto, un meccanico. Dall'altra parte della ferrovia un incisore e un falegname. Da bambina lo vedevo armeggiare con tutti quegli attrezzi strani. Far rinascere scarpe distrutte. Sistemare l'impossibile. Mi sembrava una specie di grande Prometeo.
Tutti lo conoscono in zona:"I sta cussì ben la soto..i pol far tuto el casin che i vol, a do passi dal centro"
E Gigio si era pure ampliato. E tre anni fa aveva messo tutto a norma. Pitturato i muri, insonorizzato gli ambienti.
"E poi, tutt'a un tratto, i quadri appesi lì da anni cadono. FRAN. Senza un motivo. E si sfracassano al suolo. FRAN." Diceva, più o meno, Baricco.
Un effetto simile lo ha fatto l'ordinanza di sgombro mandata dal Comune, dice Gigio, senza un motivo. FRAN. "Dovete andarvene" (tipo esproprio della Sade ai contadini del Vajont). FRAN. "Perchè?"
"Terreno demaniale. E la legge vieta attività di qualsiasi genere sotto le sedi stradali", si ipotizza. Ah sì? Quale legge? (bisogna che la cerchi...)
Era il novembre del 2005. E' stato uno dei primi pezzi che ho scritto. Poi rinvii, avvocati, consulenze, verifica delle condizioni statiche. E il ricorso al Tar di Venezia. FRAN. La sentenza è di febbraio: dovete andarvene.
E adesso? Boh. Gigio si è guardato intorno. Dice che non trova spazi adatti, nelle vicinanze, per un mestiere così rumoroso. Andar lontano vuol dire perdere il giro, la clientela. "Ogni giorno è buono per lo sgombero" dice il figlio che lavora con lui. Dall'altra parte della ferrovia, l'incisore e il falegname hanno già chiuso. Il meccanico, probabilmente, chiuderà bottega e andrà in pensione. L'elettrauto: mistero.
A Gigio non resta che andare avanti. Tenace, vecchio scarpone.
