Qualcuno dice che le coincidenze ("correspondances", in francese) non esistono.
Qualcuno dirà che è solo sfiga.
Qualcuno griderà che "non è un paese per gente onesta".
Fatto sta che Mister I., martedì scorso, ha lasciato Roma per la "sua" Milano. Lui è calabrese di nascita ma la Madunina gli ha stregato il cuore e ora non vuole più lasciarla. Dunque era più che contento di lasciare la Terronia incasinata della Capitale per tornare alla "Civiltà". E' partito con due borsoni più alti, larghi, grossi e pesanti di lui. Più il computer. Più lo zainetto da studente. L'emblema dell'essenzialità, insomma. Ad aiutarlo, il Signor M., facchino-per-una-mattina, che ha alterato i suoi bioritmi per accompagnarlo in stazione.
Sul treno, però, Mister I. ha trovato qualcuno di molto poco civile. Che deve aver approfittato di una delle soste dell'Eurostar a Firenze o forse a Bologna, dove il treno si ferma almeno dieci minuti. Con l'estro del mago Oudini e la forza di uno scaricatore di porto di lungo corso, ha "prelevato" uno dei mega-borsoni del milanese d'adozione.
Brutta storia, brutta storia. Soprattutto perchè dentro, oltre ai cd, ai dvd e ai ilbri, c'erano LE scarpe. Ovvero i mocassini. Che non sono scamosciati, ma di pelle e basta. Chissà se il ladro conoscerà la differenza. Chissà se apprezzerà anche la fattura "di quelle scarpe verdi fatte a mano che ce le avevo solo io".
A Mister I, dopo aver sporto la denuncia, non è rimasto che commentare: "Spero almeno che svengano per la puzza dei vestiti sporchi che c'avevo messo dentro".
Poi, per risollevare il suo animo e riportare il guardaroba a dimensioni decenti, si è dato allo shopping compulsivo nel quadrilatero della moda. Noblesse oblige.
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lunedì 8 settembre 2008
martedì 26 febbraio 2008
E' arrivata!
E' nata. Domenica notte. E sì, si chiama proprio Itandehui. Pesa quattro chili e ottocento grammi. E' lunga cinquantacinique centimetri. Sta benissimo. Pure la mamma, ora che si è un po' ripresa.
Buona fortuna, bimba!
Io intanto ho traslocato. Non so perchè, ma mi sento un po' triste.
Buona fortuna, bimba!
Io intanto ho traslocato. Non so perchè, ma mi sento un po' triste.
venerdì 15 febbraio 2008
Gira bene
Ci sono film che vale la pena vedere, anche se stanno in un cinema piccolino, non "illuminato" dai fasti del centro cittadino. E' il caso dell'opera prima di Giorgio Diretti. Una piccola storia, una bella storia. Giunta al nono mese di programmazione, almeno a Milano. Non male, per il primo lungometraggio in/sulla lingua occitana.
Ve lo consiglio.
mercoledì 13 febbraio 2008
B-day
Nel senso di "birth-day". No, niente compleanni. E' da intendere in senso letterale: oggi dovrebbe nascere la bimba di N, la mia coinquilina.
Si chiamerà Itandehui (lo spelling è un atto puramente arbitrario e relativo!), che in maya vuol dire "luce di luna" (oppure: "fiore caduto dal cielo", luce che viene dal cielo", dice l'oracolo della rete). Però non so, mi sento che oggi non succederà nulla. Tanto più che è già pomeriggio inoltrato.
Intanto io non più traslocato, non ho una casa alternativa e mi appresto a condividere la stessa stanza della piccolina, della sua mammina e della zia, che nel frattempo è arrivata da oltreoceano. E aspetto di sapere dove sarò in stage. Mi sembra un po' un dejà vu. Ma ce la faremo.
Si chiamerà Itandehui (lo spelling è un atto puramente arbitrario e relativo!), che in maya vuol dire "luce di luna" (oppure: "fiore caduto dal cielo", luce che viene dal cielo", dice l'oracolo della rete). Però non so, mi sento che oggi non succederà nulla. Tanto più che è già pomeriggio inoltrato.
Intanto io non più traslocato, non ho una casa alternativa e mi appresto a condividere la stessa stanza della piccolina, della sua mammina e della zia, che nel frattempo è arrivata da oltreoceano. E aspetto di sapere dove sarò in stage. Mi sembra un po' un dejà vu. Ma ce la faremo.
domenica 9 dicembre 2007
lunedì 10 settembre 2007
In ordine sparso
Settembre. Come gennaio, ispira propositi più o meno volenterosi per la produttiva stagione invernale che si prospetta innanzi (ammirare il linguaggio forbito, please!)
Orbene, urge fare un elenco. Rigorosamente in ordine sparso:
- Cornice: inizia il secondo anno di master. Ne avremo fino ad aprile. Poi quattro mesi di stage. Poi chiusura del master. Poi esame di Stato. Poi ... officially unemployed! ... a meno che, nel frattempo ...
- 22-23 settembre: primo BarCamp a Treviso ... roba da blogger, ma non solo ... ho una voglia matta di metterci dentro il naso. Con me, per ora, la mia amica quasi-pr fresca fresca (in tutti i sensi) di stage a Bruxelles. Come, non sapete cos'è un BarCamp? Beh, neanch'io lo so di preciso. Sul sito di quello che si terrà in Ghirada si legge:
"Una non-conferenza nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Un evento intenso con discussioni, demo e molta interazione tra i partecipanti. Se hai qualcosa da condividere o il desiderio di imparare sei benvenuto e invitato a partecipare"... insomma il tentativo di portare nella realtà fisica, con degli eventi, il "metodo" di conoscenza-partecipazione-discussione (social network?) che tanto si sta sviluppando nella rete. Nessuno in cattedra. Condivisione di saperi ed esperienze. Amen. Altri partecipanti sono benvenuti.
- ho trovato una palestra di judo logisticamente comoda qui a Milano (fregherà niente a nessuno, ma volevo dirlo lo stesso) ... e forse ci trascino pure Paperino (quello della 'disavventura a Garlasco') ... mercoledì si inizia!
- con oggi si è aperta l'ultima settimana di stage in Reuters ... :-( ... considerazioni finali rimandate a data da destinarsi
- mi sono iscritta anch'io su Facebook. Simpatico trabiccolo di cui non riesco ad apprezzare ancora, nella pratica, tutte le potenzialità ...
Fine degli aggiornamenti. Per ora. Perdonate lo stile sciatto e la scarsa originalità. Il mal di testa mi sta sconquassando il cervello e appiattendo l'umore.
Augh.
Orbene, urge fare un elenco. Rigorosamente in ordine sparso:
- Cornice: inizia il secondo anno di master. Ne avremo fino ad aprile. Poi quattro mesi di stage. Poi chiusura del master. Poi esame di Stato. Poi ... officially unemployed! ... a meno che, nel frattempo ...
- 22-23 settembre: primo BarCamp a Treviso ... roba da blogger, ma non solo ... ho una voglia matta di metterci dentro il naso. Con me, per ora, la mia amica quasi-pr fresca fresca (in tutti i sensi) di stage a Bruxelles. Come, non sapete cos'è un BarCamp? Beh, neanch'io lo so di preciso. Sul sito di quello che si terrà in Ghirada si legge:
"Una non-conferenza nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Un evento intenso con discussioni, demo e molta interazione tra i partecipanti. Se hai qualcosa da condividere o il desiderio di imparare sei benvenuto e invitato a partecipare"... insomma il tentativo di portare nella realtà fisica, con degli eventi, il "metodo" di conoscenza-partecipazione-discussione (social network?) che tanto si sta sviluppando nella rete. Nessuno in cattedra. Condivisione di saperi ed esperienze. Amen. Altri partecipanti sono benvenuti.
- ho trovato una palestra di judo logisticamente comoda qui a Milano (fregherà niente a nessuno, ma volevo dirlo lo stesso) ... e forse ci trascino pure Paperino (quello della 'disavventura a Garlasco') ... mercoledì si inizia!
- con oggi si è aperta l'ultima settimana di stage in Reuters ... :-( ... considerazioni finali rimandate a data da destinarsi
- mi sono iscritta anch'io su Facebook. Simpatico trabiccolo di cui non riesco ad apprezzare ancora, nella pratica, tutte le potenzialità ...
Fine degli aggiornamenti. Per ora. Perdonate lo stile sciatto e la scarsa originalità. Il mal di testa mi sta sconquassando il cervello e appiattendo l'umore.
Augh.
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venerdì 13 luglio 2007
Il tg italo-cinese di via Paolo (Liguori) Sarpi
Repubblica, dorso di Milano di oggi, pag XVII:
"Un tg bilingue da Chinatown"
La notizia passa quasi inossarvata, in un trafiletto di spalla alla presentazione di una super mostra fotografica sulla terra del Celeste Impero. Leggo che è nata da due giorni una nuova "testata", Chinatown Today, sezione interna del Tgcom di Paolo Liguori. Vorrebbe raccontare la comunità cinese di Milano e aiutare l'integrazione reciproca, facendo conoscere i cinesi agli italiani e come funziona l'Italia ai cinesi. L'esperimento mi sembra originale anche per la diffusione e il pubblico che può avere.
I precedenti però, a ben guardare, non mancano: già da tempo corriere.it ha una sua versione cinese, anche se non conosco i dati sulle visite. I servizi - dice Repubblica - sono realizzati dagli allievi di una scuola di giornalismo (quale, non si sa), e il tg ha una doppia versione ed è commentato, anche in italiano da una tale Xi Xue, laureata in economia estera a Canton e in Italia per seguire degli stage. In rete è presente il primo appuntamento. Argomento: la questione dei carrelli e gli scontri recenti. Per ora le puntate saranno settimanali, ma il direttore di Tgcom Paolo Liguori spera di arrivare a un'edizione quotidiana.
Che dire, un passo avanti rispetto alle riviste in lingua per gli immigrati che a Milano proliferano ormai da un bel po', no?
Però mi rimane un dubbio: perchè fare un telegiornale su un QUARTIERE di Milano, seppure con le sue particolarità, in un sito che dovrebbe avere come pubblico L'INTERA NAZIONE? Il quartiere che ruota intorno a via Paolo Sarpi sarà anche un caso esemplare della vasta 'questione integrazione', ma raccontare solo quella realtà mi sembra, così, a priori, un po' limitante ... attendiamo sviluppi. Intanto, in bocca al lupo a Xi Xue!
La notizia passa quasi inossarvata, in un trafiletto di spalla alla presentazione di una super mostra fotografica sulla terra del Celeste Impero. Leggo che è nata da due giorni una nuova "testata", Chinatown Today, sezione interna del Tgcom di Paolo Liguori. Vorrebbe raccontare la comunità cinese di Milano e aiutare l'integrazione reciproca, facendo conoscere i cinesi agli italiani e come funziona l'Italia ai cinesi. L'esperimento mi sembra originale anche per la diffusione e il pubblico che può avere.
Che dire, un passo avanti rispetto alle riviste in lingua per gli immigrati che a Milano proliferano ormai da un bel po', no?
Però mi rimane un dubbio: perchè fare un telegiornale su un QUARTIERE di Milano, seppure con le sue particolarità, in un sito che dovrebbe avere come pubblico L'INTERA NAZIONE? Il quartiere che ruota intorno a via Paolo Sarpi sarà anche un caso esemplare della vasta 'questione integrazione', ma raccontare solo quella realtà mi sembra, così, a priori, un po' limitante ... attendiamo sviluppi. Intanto, in bocca al lupo a Xi Xue!
foto da: repubblica.it
giovedì 21 giugno 2007
Se un mattino di giugno una stagista...
"Ho snappato il forex sull'apertura di New York. Appena esce il fullout lo traduci? Ovviamente aggiornando le quotazioni in chiave dollaro sulle altre valute."
"..."
"ce la fai?"
"sì sì". E parto. No, non mi sono drogata. E' solo che sto iniziando a capire qualcosa, un pochino, del gergo italo-economico-finanziario della Reuters. Il primo giorno la prima frase del post mi sembrava più incomprensibile di un versetto del corano scritto in lingua originale. Invece altro non è che il take (ops, il pezzo) di agenzia completo sul valore del dollaro nei confronti delle altre valute, in questo caso all'apertura della borsa di New York (ahhhhhh, direte voi). Mutatis mutandis, mi capita di fare la stessa cosa per l'apertura e la chiusura di Londra, o di scrivere degli andamenti del greggio quotato a Londra o di titoli di svariati stati (treasuries, bund, gilt, bond euro e compagnia bella).
Questo finora, dopo soli quattro giorni di stage. Un primo bilancio? ... una fatica fisica immensa, sentita soprattutto alla sera, in termini di occhi gonfi causa troppo tempo davanti al pc, gambe pesanti x scarsa circolazione e un po' di dolore alle spalle. Ma tutto sommato si può dire che faccio anche molti progressi e che mi si aprono "nuovi mondi" in continuazione. "Ho visto cose che voi ... cronisti di quotidiano -a tratti molto invidiati, non lo nego- non potete immaginare. Valute di galassie lontane che subiscono effetti di carry trade perchè a basso rendimento, impennate del greggio dovuto ai casini in Nigeria, ecc ecc ecc...".
Non riesco ad avere una visione completa, ma sospetto che possa essere una palestra molto utile. Anche se, come aspirante cronista, non credo che rimarrò in questo settore.
Cmq l'ambiente è bello. La truppa è giovane, il clima informale. Nessuno mi ha ancora fatto nessun cazziatone, anzi tutti sono gentili e pazienti. E per forza, visto che partivo dallo zero assoluto.
Ora basta, che sennò nessuno arriva a leggere fino alla fine.
Le vacanze (what is it?) sembrano già un ricordo lontano. Però prima o poi devo scrivere dell'Orchestra di piazza Vittorio e delle marmotte (vere) che ho visto a 1900 metri di quota. :-D
Stay tuned.
To soon.
"..."
"ce la fai?"
"sì sì". E parto. No, non mi sono drogata. E' solo che sto iniziando a capire qualcosa, un pochino, del gergo italo-economico-finanziario della Reuters. Il primo giorno la prima frase del post mi sembrava più incomprensibile di un versetto del corano scritto in lingua originale. Invece altro non è che il take (ops, il pezzo) di agenzia completo sul valore del dollaro nei confronti delle altre valute, in questo caso all'apertura della borsa di New York (ahhhhhh, direte voi). Mutatis mutandis, mi capita di fare la stessa cosa per l'apertura e la chiusura di Londra, o di scrivere degli andamenti del greggio quotato a Londra o di titoli di svariati stati (treasuries, bund, gilt, bond euro e compagnia bella).
Questo finora, dopo soli quattro giorni di stage. Un primo bilancio? ... una fatica fisica immensa, sentita soprattutto alla sera, in termini di occhi gonfi causa troppo tempo davanti al pc, gambe pesanti x scarsa circolazione e un po' di dolore alle spalle. Ma tutto sommato si può dire che faccio anche molti progressi e che mi si aprono "nuovi mondi" in continuazione. "Ho visto cose che voi ... cronisti di quotidiano -a tratti molto invidiati, non lo nego- non potete immaginare. Valute di galassie lontane che subiscono effetti di carry trade perchè a basso rendimento, impennate del greggio dovuto ai casini in Nigeria, ecc ecc ecc...".
Non riesco ad avere una visione completa, ma sospetto che possa essere una palestra molto utile. Anche se, come aspirante cronista, non credo che rimarrò in questo settore.
Cmq l'ambiente è bello. La truppa è giovane, il clima informale. Nessuno mi ha ancora fatto nessun cazziatone, anzi tutti sono gentili e pazienti. E per forza, visto che partivo dallo zero assoluto.
Ora basta, che sennò nessuno arriva a leggere fino alla fine.
Le vacanze (what is it?) sembrano già un ricordo lontano. Però prima o poi devo scrivere dell'Orchestra di piazza Vittorio e delle marmotte (vere) che ho visto a 1900 metri di quota. :-D
Stay tuned.
To soon.
mercoledì 13 giugno 2007
Santa schiscetta
Vi presento uno dei miei prossimi vangeli per il prossimo anno accademico. Ne ho sentito parlare su Radio Deejay, non mi ricordo più quando. Ma appena posso lo cerco, lo prendo, lo uso. Soprattutto finchè al polo universitario di Sesto San Giovanni non apriranno una mensa decente per gli studenti ... w la schiscetta (qui la def, da un altro blog) sana e creativa!!!
Autore: Stefano Arturi
Titolo (con commento di un altro blogger): Pausa pranzo. Come stare lontano dai bar e vivere felici.
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martedì 5 giugno 2007
dettagli
Caldo, afa. Le arcate della stazione Centrale di Milano producono il loro gagliardo effetto serra per i viaggiatori, in attesa o di passaggio. Su ogni binario, almeno 5-6 schermi pubblicitari. Dopo quasi un'ora di attesa capisci che le pubblicità a rotazione sono sempre quelle tre: il bel George Clooney e la sua banda che ti invita al cinema per Ocean's 13. Una lavatrice talmente insonorizzata da permetterti di cantare una lieve ninnananna al tuo bimbo. E, dulcis in fundo, lo spot che non ho capito se fosse ancora per le celebrazioni del 2 giugno (peccato che fosse ormai il 4!) o per la festa delle forze armate di oggi (più probabile). Risultato: ogni quarto d'ora (anche meno) scatta in tutta la stazione l'inizio dell'inno italiano. Come se fosse uno spot pubblicitario qualunque. All'inizio non capivo da dove venisse il suono (pensavo a festeggiamenti ritardatari). Poi sugli schermi ho visto bandiere sventolanti et similia. Non so, forse in Francia me la sarei aspettata più facilmente una cosa del genere. O forse loro ci tengono di più alla Marsigliese, e non la usano come jingle da mettere a palla, che fa quest'effetto simil-patriottico.
Dettagli, mentre aspettavo ieri il trenino x Tv.
Dettagli, mentre aspettavo ieri il trenino x Tv.
venerdì 27 aprile 2007
lunedì 19 marzo 2007
Se una domenica sera a San Babila...
PS (all'inizio, tanto per fare gli originali): è tutto vero, niente di inventato. Mi pare fosse una sera di febbraio, al massimo di fine gennaio ...
Una strana signora alla fermata dell’autobus. “Perché, Milano vi sembra una metropoli? Guarda: è domenica sera e siamo in quattro gatti in giro”. San Babila sembra un avamposto del far west, in effetti. Le transenne coprono l’incrocio che costringe il nostro bus a fare un giro strano, e a metterci più tempo per raggiungere la fermata dove lo aspettiamo Ninfa ed io, in via Borgogna. In giro: nessuno. La signora ha un cane. Stretto, al guinzaglio. Di razza, sicuramente, e da caccia. Bianco con delle chiazze marroni. Milanese verace, come lei.
“Lo vede quel palazzo lì di fronte? È perché adesso lo hanno verniciato e sembra decente. Ma come architettura è poco più di una casa popolare. Lo hanno fatto dopo la guerra. Dopo che avevano bombardato la città…anche se non ce ne era bisogno. E chi l’ha bombardata? Ma gli americani!! Quelli che insieme ai grattacieli ci hanno portato la Coca Cola, le droghe strane, il rock ‘n’ roll e la Pepsi. E adesso vogliono pure fare una base a Vicenza? Ma sono matti? Ma non si rendono conto che la guerra è finita da settant’anni? Io spero che i cittadini di Vicenza si oppongano e si ribellino!… ho sentito che avrebbero fatto dei carotaggi sotto alla ‘futura’ base: e se poi ci nascondono le armi sottoterra?”
Per essere tra i pochi in giro la domenica sera, si direbbe che la signora è bella vispa. “Vede lì? Quando ero piccola lì non c’erano quei grattacieli. C’era un ponte , e il naviglio che ci passava. Con l’acqua così pulita che le donne ci facevano il bucato e tu la potevi bere. Milano era un città d’acqua. Sì, una città d’acqua. Non ci crede? Piccola, sviluppata intorno a un centro. Con le vie strette che d’estate non ci entrava il sole e rimanevano fresche. E adesso com’è d’estate? Si sprofonda in un asfalto che è nutella! Un caldo…”
Difficile immaginarsi “le vie strette” nel centro del centro ambrosiano. Finché su quel viale tutto asfalto e cemento, che un tempo era via stretta con palazzi in mattone, su quel viale si affaccia l’autobus che dobbiamo prendere Ninfa ed io. Una scatola arancione. Con in testa il numero. Luminoso, arancione pure quello. Segna la rotta verso casa. La signora saluta. E scompare con il suo animale, meneghino doc, in una ex via stretta della città. O forse sulla tomba di asfalto di un antico naviglio.
Una strana signora alla fermata dell’autobus. “Perché, Milano vi sembra una metropoli? Guarda: è domenica sera e siamo in quattro gatti in giro”. San Babila sembra un avamposto del far west, in effetti. Le transenne coprono l’incrocio che costringe il nostro bus a fare un giro strano, e a metterci più tempo per raggiungere la fermata dove lo aspettiamo Ninfa ed io, in via Borgogna. In giro: nessuno. La signora ha un cane. Stretto, al guinzaglio. Di razza, sicuramente, e da caccia. Bianco con delle chiazze marroni. Milanese verace, come lei.
“Lo vede quel palazzo lì di fronte? È perché adesso lo hanno verniciato e sembra decente. Ma come architettura è poco più di una casa popolare. Lo hanno fatto dopo la guerra. Dopo che avevano bombardato la città…anche se non ce ne era bisogno. E chi l’ha bombardata? Ma gli americani!! Quelli che insieme ai grattacieli ci hanno portato la Coca Cola, le droghe strane, il rock ‘n’ roll e la Pepsi. E adesso vogliono pure fare una base a Vicenza? Ma sono matti? Ma non si rendono conto che la guerra è finita da settant’anni? Io spero che i cittadini di Vicenza si oppongano e si ribellino!… ho sentito che avrebbero fatto dei carotaggi sotto alla ‘futura’ base: e se poi ci nascondono le armi sottoterra?”
Per essere tra i pochi in giro la domenica sera, si direbbe che la signora è bella vispa. “Vede lì? Quando ero piccola lì non c’erano quei grattacieli. C’era un ponte , e il naviglio che ci passava. Con l’acqua così pulita che le donne ci facevano il bucato e tu la potevi bere. Milano era un città d’acqua. Sì, una città d’acqua. Non ci crede? Piccola, sviluppata intorno a un centro. Con le vie strette che d’estate non ci entrava il sole e rimanevano fresche. E adesso com’è d’estate? Si sprofonda in un asfalto che è nutella! Un caldo…”
Difficile immaginarsi “le vie strette” nel centro del centro ambrosiano. Finché su quel viale tutto asfalto e cemento, che un tempo era via stretta con palazzi in mattone, su quel viale si affaccia l’autobus che dobbiamo prendere Ninfa ed io. Una scatola arancione. Con in testa il numero. Luminoso, arancione pure quello. Segna la rotta verso casa. La signora saluta. E scompare con il suo animale, meneghino doc, in una ex via stretta della città. O forse sulla tomba di asfalto di un antico naviglio.
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