Qualcuno dice che le coincidenze ("correspondances", in francese) non esistono.
Qualcuno dirà che è solo sfiga.
Qualcuno griderà che "non è un paese per gente onesta".
Fatto sta che Mister I., martedì scorso, ha lasciato Roma per la "sua" Milano. Lui è calabrese di nascita ma la Madunina gli ha stregato il cuore e ora non vuole più lasciarla. Dunque era più che contento di lasciare la Terronia incasinata della Capitale per tornare alla "Civiltà". E' partito con due borsoni più alti, larghi, grossi e pesanti di lui. Più il computer. Più lo zainetto da studente. L'emblema dell'essenzialità, insomma. Ad aiutarlo, il Signor M., facchino-per-una-mattina, che ha alterato i suoi bioritmi per accompagnarlo in stazione.
Sul treno, però, Mister I. ha trovato qualcuno di molto poco civile. Che deve aver approfittato di una delle soste dell'Eurostar a Firenze o forse a Bologna, dove il treno si ferma almeno dieci minuti. Con l'estro del mago Oudini e la forza di uno scaricatore di porto di lungo corso, ha "prelevato" uno dei mega-borsoni del milanese d'adozione.
Brutta storia, brutta storia. Soprattutto perchè dentro, oltre ai cd, ai dvd e ai ilbri, c'erano LE scarpe. Ovvero i mocassini. Che non sono scamosciati, ma di pelle e basta. Chissà se il ladro conoscerà la differenza. Chissà se apprezzerà anche la fattura "di quelle scarpe verdi fatte a mano che ce le avevo solo io".
A Mister I, dopo aver sporto la denuncia, non è rimasto che commentare: "Spero almeno che svengano per la puzza dei vestiti sporchi che c'avevo messo dentro".
Poi, per risollevare il suo animo e riportare il guardaroba a dimensioni decenti, si è dato allo shopping compulsivo nel quadrilatero della moda. Noblesse oblige.
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lunedì 8 settembre 2008
lunedì 28 luglio 2008
Viaggio nel tempo.
Il linoleum del pavimento, in corridoio e negli scompartimenti, è color caramella mou, striato. Gli infissi e le maniglie, laccati ottone. Poltroncine verdi. Verde sporco. Manca uno dei tavolini estraibili. L’aria condizionata o va al massimo, modello congelatore, o non funziona. In sospensione, un odore di stantio e di filtri intasati. Il bagno è inservibile. Nel senso che è guasto. E comunque sarebbe sporco e senza carta igienica. Tocco finale: una cortina nebbiosa oscura lo sguardo di chi vorrebbe mirare fuori dal finestrino. Gocce essiccate di sabbia, di sporco, di schifo. Di vetri esterni non lavati da chissà quando. Probabilmente risalgono all’epoca di costruzione del treno. Anni Ottanta, a voler fare una stima molto per difetto.
Prezzo pieno: 42 euro e rotti. Venezia-Mestre, Roma Termini. Intercity delle 9,20 del mattino. E mi è pure andata bene. Nella carrozza sette l’aria condizionata è proprio partita. E i “signori passeggeri sono stati pregati ad accomodarsi nelle carrozze 4, 10, 11”. Con armi e bagagli, abbastanza voluminosi e pesanti da spostare, dato il periodo di ferie e viaggi.
Mugugni. Sguardi incazzati. Sguardi rassegnati. “Eh signora mia, qui in questo paese non funziona più niente”. “Ha ragione. E sa perché? Perché non c’è un uomo, uno, di quelli al potere, che abbia cuore. Tutti vanno al governo e pensano solo agli affari loro. Che siano di destra o di sinistra, non fa differenza”.
E dire che non è pure il peggiore dei viaggi che ho fatto. In fondo, è arrivato in orario (sembra un concessione, una fortuna, un evento straordinario).
E allora io quasi quasi scrivo una letterina a Montezemolo:
Caro Luca (e, in CC: Caro Silvio, caro Giulio),
mi sta bene che tu voglia fare i treni super veloci, più veloci della luce e forse delle Ferrari (che non ci vorrebbe poi molto, visti gli ultimi gran premi) … sei il presidente di una società privata, lo so. E quindi puoi fare quello che vuoi. Ma perché non ti inventi anche il modo per mettere un po’ di pepe al culo ai tuoi futuri concorrenti e spingerli a migliorare le tratte minori, o per percorrenza o per fascia di prezzo? La maggioranza, che magari non può permettersi ogni volta un eurostar o un’alta velocità o un tuo futuro super –treno rosso e che vorrebbe viaggiare non con gli infissi rivestiti in oro ma semplicemente con un bagno che funziona e un treno, nel complesso, pulito, te ne sarebbe molto grata.
Grazie
Ps: speriamo intanto che Massa trovi finalmente la sua regolarità (intestinale) e che si sciolgano le stalattiti di ghiaccio sulle mani di Raikkonen, così potrà pigiare a fondo il tasto “throttle” (acceleratore).
Prezzo pieno: 42 euro e rotti. Venezia-Mestre, Roma Termini. Intercity delle 9,20 del mattino. E mi è pure andata bene. Nella carrozza sette l’aria condizionata è proprio partita. E i “signori passeggeri sono stati pregati ad accomodarsi nelle carrozze 4, 10, 11”. Con armi e bagagli, abbastanza voluminosi e pesanti da spostare, dato il periodo di ferie e viaggi.
Mugugni. Sguardi incazzati. Sguardi rassegnati. “Eh signora mia, qui in questo paese non funziona più niente”. “Ha ragione. E sa perché? Perché non c’è un uomo, uno, di quelli al potere, che abbia cuore. Tutti vanno al governo e pensano solo agli affari loro. Che siano di destra o di sinistra, non fa differenza”.
E dire che non è pure il peggiore dei viaggi che ho fatto. In fondo, è arrivato in orario (sembra un concessione, una fortuna, un evento straordinario).
E allora io quasi quasi scrivo una letterina a Montezemolo:
Caro Luca (e, in CC: Caro Silvio, caro Giulio),
mi sta bene che tu voglia fare i treni super veloci, più veloci della luce e forse delle Ferrari (che non ci vorrebbe poi molto, visti gli ultimi gran premi) … sei il presidente di una società privata, lo so. E quindi puoi fare quello che vuoi. Ma perché non ti inventi anche il modo per mettere un po’ di pepe al culo ai tuoi futuri concorrenti e spingerli a migliorare le tratte minori, o per percorrenza o per fascia di prezzo? La maggioranza, che magari non può permettersi ogni volta un eurostar o un’alta velocità o un tuo futuro super –treno rosso e che vorrebbe viaggiare non con gli infissi rivestiti in oro ma semplicemente con un bagno che funziona e un treno, nel complesso, pulito, te ne sarebbe molto grata.
Grazie
Ps: speriamo intanto che Massa trovi finalmente la sua regolarità (intestinale) e che si sciolgano le stalattiti di ghiaccio sulle mani di Raikkonen, così potrà pigiare a fondo il tasto “throttle” (acceleratore).
lunedì 28 aprile 2008
Viaggiare, partire
"Viaggiare partire viaggiare viaggiare partire
viaggiare partire viaggiare partire
partire viaggiare viaggiare partire
partire viaggiare non fermarsi mai
chilometri che sotto il culo passano e allontanano i guai
viaggiare, vedere tutti gli angoli della terra
rincorrere le estati
farsi rincorrere dalla guerra che hai nel cuore
correre più veloce del dolore
come un jet supersonico precedere il tuo stesso rumore
e fare in modo che non ti raggiunga mai
viaggiare al volante di una macchina scassata
che per ogni chilometro in più è un gloria al padre
e fare una telefonata a tua madre, dire è tutto a posto
ritorno per Natale ad ogni costo
partire viaggiare agosto dopo agosto...
allontanare ancora un po' le responsabilità
come in una crepa in una barca che prima o poi ti allagherà
e sarà forse troppo tardi per rimediare
partire viaggiare non dimenticare
fotografare il mondo in movimento
cercare il senso della vita in un momento
che si ripeterà ma chissà dove chissà quando
partire e vivere cercando e ballando
su ritmiche diverse su diversi accenti
ballare sopra i fusi orari e sopra i mutamenti di clima
scalare la cima e poi scendere a valle
una dieci cento mille miglia
coi piedi per bagaglio e il mondo per famiglia
mangiare le cucine dei paesi più lontani
con le forchette con i bastoncini con le mani
i paesi più lontani, ma lontani da che lontani da cosa lontano da dove
con le radici nel tuo cuore e i rami nell'altrove
partire col sole sempre in faccia ad ogni costo
agosto dopo agosto...
Viaggiare sentirsi Marco Polo sentirsi molto solo
qualche volta sopra un treno
dentro uno scompartimento pieno di facce che non sai che non saprai
confini di solitudini che non cadranno mai, che tu non rivedrai mai
scambiare quattro chiacchiere in lingue che non sai
comunicare con un semplice sorriso o con un gesto solo
scoprirsi Marco Polo e non sentirsi solo tra gli umani
stringere milioni di mani in ogni posto
agosto dopo agosto...
Viaggiare attraverso il suono, buono, il basso che è un tuono
viaggiare attraverso la musica, attraverso la cultura
la scoperta della natura e di sé, viaggiare nei perché
viaggiare in internet o sopra un jet o in bicicletta o a piedi
modificare i credi scambiarsi le fedi
e muoversi rimanendo fermi sul posto
agosto dopo agosto... "
da Lorenzo 1990-1995
viaggiare partire viaggiare partire
partire viaggiare viaggiare partire
partire viaggiare non fermarsi mai
chilometri che sotto il culo passano e allontanano i guai
viaggiare, vedere tutti gli angoli della terra
rincorrere le estati
farsi rincorrere dalla guerra che hai nel cuore
correre più veloce del dolore
come un jet supersonico precedere il tuo stesso rumore
e fare in modo che non ti raggiunga mai
viaggiare al volante di una macchina scassata
che per ogni chilometro in più è un gloria al padre
e fare una telefonata a tua madre, dire è tutto a posto
ritorno per Natale ad ogni costo
partire viaggiare agosto dopo agosto...
allontanare ancora un po' le responsabilità
come in una crepa in una barca che prima o poi ti allagherà
e sarà forse troppo tardi per rimediare
partire viaggiare non dimenticare
fotografare il mondo in movimento
cercare il senso della vita in un momento
che si ripeterà ma chissà dove chissà quando
partire e vivere cercando e ballando
su ritmiche diverse su diversi accenti
ballare sopra i fusi orari e sopra i mutamenti di clima
scalare la cima e poi scendere a valle
una dieci cento mille miglia
coi piedi per bagaglio e il mondo per famiglia
mangiare le cucine dei paesi più lontani
con le forchette con i bastoncini con le mani
i paesi più lontani, ma lontani da che lontani da cosa lontano da dove
con le radici nel tuo cuore e i rami nell'altrove
partire col sole sempre in faccia ad ogni costo
agosto dopo agosto...
Viaggiare sentirsi Marco Polo sentirsi molto solo
qualche volta sopra un treno
dentro uno scompartimento pieno di facce che non sai che non saprai
confini di solitudini che non cadranno mai, che tu non rivedrai mai
scambiare quattro chiacchiere in lingue che non sai
comunicare con un semplice sorriso o con un gesto solo
scoprirsi Marco Polo e non sentirsi solo tra gli umani
stringere milioni di mani in ogni posto
agosto dopo agosto...
Viaggiare attraverso il suono, buono, il basso che è un tuono
viaggiare attraverso la musica, attraverso la cultura
la scoperta della natura e di sé, viaggiare nei perché
viaggiare in internet o sopra un jet o in bicicletta o a piedi
modificare i credi scambiarsi le fedi
e muoversi rimanendo fermi sul posto
agosto dopo agosto... "
da Lorenzo 1990-1995
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sabato 24 novembre 2007
Dite voi a che santo votarsi. Possibilmente non al patrono della Svizzera
Domanda: quanto ci si mette ad andare in treno da Milano a Treviso? Risposta (unica e inconfutabile): dipende. Da che? Dagli spiriti maligni. Sì, avete capito bene. È tutta colpa loro. E venerdì scorso l’unica cosa che mi ha salvato, ma solo in parte, è stata aver comprato un’indulgenza (il biglietto), e neanche plenaria – mi mancava il ticket per il regionale Mestre-Tv – qualche giorno prima di partire.
In effetti, a ripensarci, è stata proprio colpa degli spiriti maligni se:
- le prime cinque obliteratrici in cui ho cercato di annullare il biglietto, attraversando la pomposa, magnifica ed estesa Stazione Centrale ambrosiana, in una corsa affannosa per non saltare sul magico convoglio, erano guaste. (Amen. Non facciamoci prendere dal panico)
- il prodigioso treno, tariffa Intercity, è partito con 40 minuti di ritardo per guasto al locomotore. (Ri-Amen. Manteniamo i nervi saldi. Rilassiamoci. In fondo è venerdì)
- L’amico treno – che produce il 90% in meno di CO2 rispetto ad auto e aerei, secondo la pubblicità - ha subito rallentamenti durante tutto il viaggio. (Insh’allah)
- è arrivato a Mestre alle 20,25 con 70 minuti di ritardo. (Ma figurarsi se è un problema: mica ci scomponiamo per così poco noi, fruitori habitués dei chemins de fer. Oh mon Dieu!)
- Risultato: ho perso una casuale coincidenza per Tv alle 20,30 perché mi mancava il biglietto regionale. E ho aspettato 40 minuti quella successiva. Tempo totale di viaggio previsto: 3,30 h. Tempo effettivo: Cinque ore
- Oltre il danno, la beffa: non mi hanno dato nessun rimborso. In fondo avevo viaggiato con un Cisalpino. E cioè con una compagnia svizzera: Trenitalia non c’entra niente.(Caspita! Fanno pure la spia e lo scaricabarile, come Pilato)
Intanto a me, più che un normale viaggio da pendolare, sembra di aver fatto un pellegrinaggio a Santiago. Dalla prossima volta se mi propongono un treno Cisalpino gli rispondo come la pubblicità: “Sfizero? – No, Novi! Grazie!”. Il che è tutto dire, viste le condizioni di Trenitalia e delle Rfi…
In effetti, a ripensarci, è stata proprio colpa degli spiriti maligni se:
- le prime cinque obliteratrici in cui ho cercato di annullare il biglietto, attraversando la pomposa, magnifica ed estesa Stazione Centrale ambrosiana, in una corsa affannosa per non saltare sul magico convoglio, erano guaste. (Amen. Non facciamoci prendere dal panico)
- il prodigioso treno, tariffa Intercity, è partito con 40 minuti di ritardo per guasto al locomotore. (Ri-Amen. Manteniamo i nervi saldi. Rilassiamoci. In fondo è venerdì)
- L’amico treno – che produce il 90% in meno di CO2 rispetto ad auto e aerei, secondo la pubblicità - ha subito rallentamenti durante tutto il viaggio. (Insh’allah)
- è arrivato a Mestre alle 20,25 con 70 minuti di ritardo. (Ma figurarsi se è un problema: mica ci scomponiamo per così poco noi, fruitori habitués dei chemins de fer. Oh mon Dieu!)
- Risultato: ho perso una casuale coincidenza per Tv alle 20,30 perché mi mancava il biglietto regionale. E ho aspettato 40 minuti quella successiva. Tempo totale di viaggio previsto: 3,30 h. Tempo effettivo: Cinque ore
- Oltre il danno, la beffa: non mi hanno dato nessun rimborso. In fondo avevo viaggiato con un Cisalpino. E cioè con una compagnia svizzera: Trenitalia non c’entra niente.(Caspita! Fanno pure la spia e lo scaricabarile, come Pilato)
Intanto a me, più che un normale viaggio da pendolare, sembra di aver fatto un pellegrinaggio a Santiago. Dalla prossima volta se mi propongono un treno Cisalpino gli rispondo come la pubblicità: “Sfizero? – No, Novi! Grazie!”. Il che è tutto dire, viste le condizioni di Trenitalia e delle Rfi…
lunedì 3 settembre 2007
Come una bava di vento
Domenica sera, per la prima volta, ho preso uno dei nuovi Eurostar sulla linea Venezia-Milano. Ero in estasi: due ore e dieci soltanto!!! (Poi ho dovuto aspettare il bus 20 minuti, ma questa è tutta un'altra storia ...tutta un'altra azienda) ... insomma, due ore e dieci al posto di tre abbondanti sembrano niente. Dà quasi una certa ebbrezza non sentire pronunciare il nome di alcuna stazione a eccezione di Mestre, Padova e Milano centrale!
Però. C'è un però. Non è che voglio fare la pigna. E' che ho appena letto un articolo su Io Donna (tipica lettura da spiaggia :-): in Spagna è praticamente pronta la nuova linea Madrid-Barcellona. Due ore e venti minuti. Cento euro (andata e ritorno). Bene, penso io, più o meno come la Venezia-Milano ... Gnèèè! Errore! Continua a leggere l'articolo del settimanale, per piacere! ...mpf, continuo a leggerlo, uffi, va bene!
L'articolo dice più o meno "con i treni a percorrenza normale ci si mette cinque ore da Madrid a Barcellona" .... ah! Quindi con l'alta velocità ci si impiega meno della metà! .... Bella notizia ... il mio senso di compiacimento per il nuovo Eurostar si sta già attenuando: con la nuova linea "super veloce" si guadagna meno di un'ora, nel complesso ... continuo a leggere .... "entro poco tempo la Spagna avrà 1700 kilometri di rete ferroviaria ad alta velocità" ... Urca!!! ... "e l'Europa non è da meno, tanto che alcune compagnie aeree low cost hanno già smesso delle tratte a breve-medio termine perchè la gente, in Europa, tornerà a preferire la rotaia ai flap degli airbus".... mmmm..
..rimungino.... si parla di progetto europeo. E, come in tutte le cose, chi è che rischia di restarne fuori? Chi è che non è riuscito in tutto questo tempo a proporre un progetto valido e sostenibile? Qual è il Paese che rischia di "perdere il treno" se entro settembre non saprà proporre all'Unione un progetto definitivo per il Corridoio 5? Chi è che ha l'alta velocità sulla linea Firenze-Roma ma non la sfrutta appieno perchè non riesce ad aumentare il voltaggio e fornire la potenza energetica necessaria?
Indovinate ....
Intanto la gioia per l'Eurostar si è quasi tutta consumata. La prossima volta prendo un interregionale, così faccio un bel ripasso di toponomastica. Intanto comincio già, che il viaggio è lungo: Lambrate, Melzo, Treviglio, ... ciuff ciuff...
Però. C'è un però. Non è che voglio fare la pigna. E' che ho appena letto un articolo su Io Donna (tipica lettura da spiaggia :-): in Spagna è praticamente pronta la nuova linea Madrid-Barcellona. Due ore e venti minuti. Cento euro (andata e ritorno). Bene, penso io, più o meno come la Venezia-Milano ... Gnèèè! Errore! Continua a leggere l'articolo del settimanale, per piacere! ...mpf, continuo a leggerlo, uffi, va bene!
L'articolo dice più o meno "con i treni a percorrenza normale ci si mette cinque ore da Madrid a Barcellona" .... ah! Quindi con l'alta velocità ci si impiega meno della metà! .... Bella notizia ... il mio senso di compiacimento per il nuovo Eurostar si sta già attenuando: con la nuova linea "super veloce" si guadagna meno di un'ora, nel complesso ... continuo a leggere .... "entro poco tempo la Spagna avrà 1700 kilometri di rete ferroviaria ad alta velocità" ... Urca!!! ... "e l'Europa non è da meno, tanto che alcune compagnie aeree low cost hanno già smesso delle tratte a breve-medio termine perchè la gente, in Europa, tornerà a preferire la rotaia ai flap degli airbus".... mmmm..
..rimungino.... si parla di progetto europeo. E, come in tutte le cose, chi è che rischia di restarne fuori? Chi è che non è riuscito in tutto questo tempo a proporre un progetto valido e sostenibile? Qual è il Paese che rischia di "perdere il treno" se entro settembre non saprà proporre all'Unione un progetto definitivo per il Corridoio 5? Chi è che ha l'alta velocità sulla linea Firenze-Roma ma non la sfrutta appieno perchè non riesce ad aumentare il voltaggio e fornire la potenza energetica necessaria?
Indovinate ....
Intanto la gioia per l'Eurostar si è quasi tutta consumata. La prossima volta prendo un interregionale, così faccio un bel ripasso di toponomastica. Intanto comincio già, che il viaggio è lungo: Lambrate, Melzo, Treviglio, ... ciuff ciuff...
martedì 26 giugno 2007
La rosa e il post-it
Sarò banale. Sarà un fatto insignificante, forse retorico. Però sono quei dettagli che ti rimangono impressi nel flusso continuo delle cose che ti passano davanti.
Domenica pomeriggio. Stazione di Bologna. Devo aspettare mezz'ora prima che arrivi l'Eurostar per Milano. Non ci sono panchine sul binario, allora vado in sala d'attesa. Piena. Fortuna che c'è l'aria condizionata. Al muro una mostra fotografica temporanea: migliaia di volti, con sotto una didascalia sempre diversa. E poi c'è sempre quella lapide, fissa. Quella con i nomi di tutte le vittime dell'attentato. Per terra, sopra il metro quadro di vecchio pavimento a mosaico che porta ancora i segni dell'esplosione, un mazzo di due-tre rose ormai sgualcite. E un post-it. Mi colpisce perchè la grafia morbida e rotonda rivela una mano giovane, femminile. Magari una parente di una qualche vittima. O forse no...
"Per chi sarebbe dovuto diventare adulto ... e non ha potuto farlo.
Per chi avrebbe dovuto scoprire l'amore. E non ha potuto farlo.
Per chi sarebbe potuto diventare mamma o papà ... e non ha potuto vedere il suo bambino.
Per chi sarebbe dovuto diventare nonnno o nonna ... e non ha mai visto il suo nipotino.
Per voi".
Domenica pomeriggio. Stazione di Bologna. Devo aspettare mezz'ora prima che arrivi l'Eurostar per Milano. Non ci sono panchine sul binario, allora vado in sala d'attesa. Piena. Fortuna che c'è l'aria condizionata. Al muro una mostra fotografica temporanea: migliaia di volti, con sotto una didascalia sempre diversa. E poi c'è sempre quella lapide, fissa. Quella con i nomi di tutte le vittime dell'attentato. Per terra, sopra il metro quadro di vecchio pavimento a mosaico che porta ancora i segni dell'esplosione, un mazzo di due-tre rose ormai sgualcite. E un post-it. Mi colpisce perchè la grafia morbida e rotonda rivela una mano giovane, femminile. Magari una parente di una qualche vittima. O forse no...
"Per chi sarebbe dovuto diventare adulto ... e non ha potuto farlo.
Per chi avrebbe dovuto scoprire l'amore. E non ha potuto farlo.
Per chi sarebbe potuto diventare mamma o papà ... e non ha potuto vedere il suo bambino.
Per chi sarebbe dovuto diventare nonnno o nonna ... e non ha mai visto il suo nipotino.
Per voi".
martedì 5 giugno 2007
dettagli
Caldo, afa. Le arcate della stazione Centrale di Milano producono il loro gagliardo effetto serra per i viaggiatori, in attesa o di passaggio. Su ogni binario, almeno 5-6 schermi pubblicitari. Dopo quasi un'ora di attesa capisci che le pubblicità a rotazione sono sempre quelle tre: il bel George Clooney e la sua banda che ti invita al cinema per Ocean's 13. Una lavatrice talmente insonorizzata da permetterti di cantare una lieve ninnananna al tuo bimbo. E, dulcis in fundo, lo spot che non ho capito se fosse ancora per le celebrazioni del 2 giugno (peccato che fosse ormai il 4!) o per la festa delle forze armate di oggi (più probabile). Risultato: ogni quarto d'ora (anche meno) scatta in tutta la stazione l'inizio dell'inno italiano. Come se fosse uno spot pubblicitario qualunque. All'inizio non capivo da dove venisse il suono (pensavo a festeggiamenti ritardatari). Poi sugli schermi ho visto bandiere sventolanti et similia. Non so, forse in Francia me la sarei aspettata più facilmente una cosa del genere. O forse loro ci tengono di più alla Marsigliese, e non la usano come jingle da mettere a palla, che fa quest'effetto simil-patriottico.
Dettagli, mentre aspettavo ieri il trenino x Tv.
Dettagli, mentre aspettavo ieri il trenino x Tv.
lunedì 4 giugno 2007
Intermezzo
ci voleva, una vacanzina. Sette giorni, tra Sanremo e Marsiglia. Spiagge, di sabbia o sassi lisciati dall'acqua. borghi medievali abbarbicati sulle Alpi marittime e lungomare figosi per passeggiate da semi-divi, o gente-con-schei. Ma, soprattutto, più pioggia e nuvole che sole. E quindi poca abbronzatura. Però tante cose, viste e sentite. Piccole pepite. Dagli artisti di Bussana Vecchia a Moni Ovadia (grandioso!), incontrato per caso. Qualcuna la racconterò nelle prossime puntate. Ora, in due giorni, ho attraversato il Nord in larghezza. E sono a casa. Il 18 inizia lo stage. Intanto riprendo fiato. A presto ...
augh.
augh.
giovedì 5 aprile 2007
going home by train...
ci sono dei motivi per cui i treni, a volte, sono dei posti adorabili ... uno di questi sono i piacevoli incontri imprevisti...
Piccola. Bionda. Robusta. Le mani incallite dal lavoro in fabbrica. La voce roca. Lo sguardo duro, ma con una vena di dolcezza. Ma, soprattutto, la naturale loquacità di donna del sud. Una quasi pensionata, in uno scompartimento di giovani universitari veneti che tornano a casa da Milano per le vacanze.
Lo sguardo della signora Anna nasconde mille storie. Figlia di italiani immigrati in Grecia, ha vissuto 21 anni in Germania. A Friedrichshafen. Vicino al lago di Costanza, dice. Vent'anni in un'azienda di elettronica che produceva computer. Vent'anni a lavorare con fili, trapani, saldatori. Non capisco come, ma oltre al greco e al tedesco sa anche il francese. "Studiate, ragazzi. E poi imparate e praticate le lingue, perchè sono il futuro".
Negli occhi le si legge la fatica di una vita dura: "Ho quattro figli, tre femmine e un maschio. Gianni gira il mondo. Ha sposato una hostess tedesca. Ora è chef a Dubai, in quell'albergo strano, famoso, fatto a vela. Ma è stato anche in Indonesia, alle Mauritius, ai Caraibi. Starà lì ancora per un po', poi forse andrà in Spagna".
Storia di una famiglia con valigia. "Sono tornata in Italia per tenere la famiglia unita. Ma i miei figli ora hanno la loro vita. Non stanno al sud con noi. Due sono in provincia di Varese. Nel paesino da dove venivo io, prima di sposare mio marito. L'altra sta a Brescia. Sta male. Sono partita stamattina per andare da lei". ..
Sono le otto di sera. E l'Intercity è quasi arrivato a Brescia. La signora Anna è partita alle 7 del mattino da Bari. 62 anni e energia da vendere. Altro che studentelli con lo sguardo stanco dalla lettura di troppi libri.
Quando scende, a Brescia, nello scompartimento cala il silenzio. Mi sprofondo nel lettore mp3. Due ore dopo sono a Treviso. Per una volta, non mi sono incazzata con Trenitalia. Arrivo a casa e sono stanca, intorpidita dal viaggio. Ma, questa volta, nella valigia ci metto una storia in più.
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