... beh, non sono state vacanze romane perchè ho lavorato tutta l'estate ... ma grazie ai mitici Apples per tutta la compagnia, l'affetto. E l'allegria con cui affrontano la vita.
A loro il piccolo onore di inaugurare la sezione "Google videos" di questa baracca, con la canzone di una splendida notte di mezza estate :-)
lunedì 15 settembre 2008
lunedì 8 settembre 2008
Requiem per un mocassino
Qualcuno dice che le coincidenze ("correspondances", in francese) non esistono.
Qualcuno dirà che è solo sfiga.
Qualcuno griderà che "non è un paese per gente onesta".
Fatto sta che Mister I., martedì scorso, ha lasciato Roma per la "sua" Milano. Lui è calabrese di nascita ma la Madunina gli ha stregato il cuore e ora non vuole più lasciarla. Dunque era più che contento di lasciare la Terronia incasinata della Capitale per tornare alla "Civiltà". E' partito con due borsoni più alti, larghi, grossi e pesanti di lui. Più il computer. Più lo zainetto da studente. L'emblema dell'essenzialità, insomma. Ad aiutarlo, il Signor M., facchino-per-una-mattina, che ha alterato i suoi bioritmi per accompagnarlo in stazione.
Sul treno, però, Mister I. ha trovato qualcuno di molto poco civile. Che deve aver approfittato di una delle soste dell'Eurostar a Firenze o forse a Bologna, dove il treno si ferma almeno dieci minuti. Con l'estro del mago Oudini e la forza di uno scaricatore di porto di lungo corso, ha "prelevato" uno dei mega-borsoni del milanese d'adozione.
Brutta storia, brutta storia. Soprattutto perchè dentro, oltre ai cd, ai dvd e ai ilbri, c'erano LE scarpe. Ovvero i mocassini. Che non sono scamosciati, ma di pelle e basta. Chissà se il ladro conoscerà la differenza. Chissà se apprezzerà anche la fattura "di quelle scarpe verdi fatte a mano che ce le avevo solo io".
A Mister I, dopo aver sporto la denuncia, non è rimasto che commentare: "Spero almeno che svengano per la puzza dei vestiti sporchi che c'avevo messo dentro".
Poi, per risollevare il suo animo e riportare il guardaroba a dimensioni decenti, si è dato allo shopping compulsivo nel quadrilatero della moda. Noblesse oblige.
Qualcuno dirà che è solo sfiga.
Qualcuno griderà che "non è un paese per gente onesta".
Fatto sta che Mister I., martedì scorso, ha lasciato Roma per la "sua" Milano. Lui è calabrese di nascita ma la Madunina gli ha stregato il cuore e ora non vuole più lasciarla. Dunque era più che contento di lasciare la Terronia incasinata della Capitale per tornare alla "Civiltà". E' partito con due borsoni più alti, larghi, grossi e pesanti di lui. Più il computer. Più lo zainetto da studente. L'emblema dell'essenzialità, insomma. Ad aiutarlo, il Signor M., facchino-per-una-mattina, che ha alterato i suoi bioritmi per accompagnarlo in stazione.
Sul treno, però, Mister I. ha trovato qualcuno di molto poco civile. Che deve aver approfittato di una delle soste dell'Eurostar a Firenze o forse a Bologna, dove il treno si ferma almeno dieci minuti. Con l'estro del mago Oudini e la forza di uno scaricatore di porto di lungo corso, ha "prelevato" uno dei mega-borsoni del milanese d'adozione.
Brutta storia, brutta storia. Soprattutto perchè dentro, oltre ai cd, ai dvd e ai ilbri, c'erano LE scarpe. Ovvero i mocassini. Che non sono scamosciati, ma di pelle e basta. Chissà se il ladro conoscerà la differenza. Chissà se apprezzerà anche la fattura "di quelle scarpe verdi fatte a mano che ce le avevo solo io".
A Mister I, dopo aver sporto la denuncia, non è rimasto che commentare: "Spero almeno che svengano per la puzza dei vestiti sporchi che c'avevo messo dentro".
Poi, per risollevare il suo animo e riportare il guardaroba a dimensioni decenti, si è dato allo shopping compulsivo nel quadrilatero della moda. Noblesse oblige.
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sabato 30 agosto 2008
Le pulizie prima dell'autunno
Ho dato una rinfrescatina al template. Ma non sono ancora del tutto soddisfatta. Devo mettere ancora un po' d'ordine. Che ve ne pare, intanto?
Tra le novità segnalo la sezione "Hand made videos", ovvero, come fare danni giornalistici con una telecamera in mano e un programma di montaggio sul pc.
Poi la barra dei miei amici bloggers, con gli aggiornamenti in diretta.
Per seguire i contorti ragionamenti e pensieri spot della sottoscritta, ci sono sempre le "briciole" lasciate su Tumblr.
Tra le novità segnalo la sezione "Hand made videos", ovvero, come fare danni giornalistici con una telecamera in mano e un programma di montaggio sul pc.
Poi la barra dei miei amici bloggers, con gli aggiornamenti in diretta.
Per seguire i contorti ragionamenti e pensieri spot della sottoscritta, ci sono sempre le "briciole" lasciate su Tumblr.
giovedì 7 agosto 2008
La teoria del cesso,
ovvero: del perchè la carta stampata non morirà mai.
Mister I. ha 1200 videocassette, tutte di film importanti, accumulate in anni e anni di cinefilia, quando ha iniziato a muovere i suoi primi passi da critico (ossia, nella culla). Trema al solo pensiero che un domani non producano più videoregistatori ma solo lettori dvd. Per far fronte all'evenienza, si prepara facendo incetta di film in offerta ad ogni bancarella che incontra nella sua strada di viveur metropolitano romano. Ma il pensiero continua ad affliggerlo. Me lo ha confessato ieri sera, a cena, a casa, con le finestre spalancate sull'afa notturna e in sottofondo il ronzio del frigo Bosh con maniglia, bombato e dai "parchi" consumi.
Poi il discorso, per libere associazioni, si è spostato sui "supporti per la lettura".
"Dì quello che vuoi" - ha sentenziato mister I, frascico e saziato da una tonnellata di risotto allo zafferano. "Si potrà leggere tutto su computer, avere i palmari e gli screen touch più avanti del mondo, ma quando vai a cagare cosa ti porti in bagno? Il giornale. Perchè la carta, mentre sei seduto sul cesso, è la cosa più comoda da maneggiare". Altro che elettronica.
Ipse dixit. E io sottoscrivo.
Mister I. ha 1200 videocassette, tutte di film importanti, accumulate in anni e anni di cinefilia, quando ha iniziato a muovere i suoi primi passi da critico (ossia, nella culla). Trema al solo pensiero che un domani non producano più videoregistatori ma solo lettori dvd. Per far fronte all'evenienza, si prepara facendo incetta di film in offerta ad ogni bancarella che incontra nella sua strada di viveur metropolitano romano. Ma il pensiero continua ad affliggerlo. Me lo ha confessato ieri sera, a cena, a casa, con le finestre spalancate sull'afa notturna e in sottofondo il ronzio del frigo Bosh con maniglia, bombato e dai "parchi" consumi.
Poi il discorso, per libere associazioni, si è spostato sui "supporti per la lettura".
"Dì quello che vuoi" - ha sentenziato mister I, frascico e saziato da una tonnellata di risotto allo zafferano. "Si potrà leggere tutto su computer, avere i palmari e gli screen touch più avanti del mondo, ma quando vai a cagare cosa ti porti in bagno? Il giornale. Perchè la carta, mentre sei seduto sul cesso, è la cosa più comoda da maneggiare". Altro che elettronica.
Ipse dixit. E io sottoscrivo.
lunedì 28 luglio 2008
Viaggio nel tempo.
Il linoleum del pavimento, in corridoio e negli scompartimenti, è color caramella mou, striato. Gli infissi e le maniglie, laccati ottone. Poltroncine verdi. Verde sporco. Manca uno dei tavolini estraibili. L’aria condizionata o va al massimo, modello congelatore, o non funziona. In sospensione, un odore di stantio e di filtri intasati. Il bagno è inservibile. Nel senso che è guasto. E comunque sarebbe sporco e senza carta igienica. Tocco finale: una cortina nebbiosa oscura lo sguardo di chi vorrebbe mirare fuori dal finestrino. Gocce essiccate di sabbia, di sporco, di schifo. Di vetri esterni non lavati da chissà quando. Probabilmente risalgono all’epoca di costruzione del treno. Anni Ottanta, a voler fare una stima molto per difetto.
Prezzo pieno: 42 euro e rotti. Venezia-Mestre, Roma Termini. Intercity delle 9,20 del mattino. E mi è pure andata bene. Nella carrozza sette l’aria condizionata è proprio partita. E i “signori passeggeri sono stati pregati ad accomodarsi nelle carrozze 4, 10, 11”. Con armi e bagagli, abbastanza voluminosi e pesanti da spostare, dato il periodo di ferie e viaggi.
Mugugni. Sguardi incazzati. Sguardi rassegnati. “Eh signora mia, qui in questo paese non funziona più niente”. “Ha ragione. E sa perché? Perché non c’è un uomo, uno, di quelli al potere, che abbia cuore. Tutti vanno al governo e pensano solo agli affari loro. Che siano di destra o di sinistra, non fa differenza”.
E dire che non è pure il peggiore dei viaggi che ho fatto. In fondo, è arrivato in orario (sembra un concessione, una fortuna, un evento straordinario).
E allora io quasi quasi scrivo una letterina a Montezemolo:
Caro Luca (e, in CC: Caro Silvio, caro Giulio),
mi sta bene che tu voglia fare i treni super veloci, più veloci della luce e forse delle Ferrari (che non ci vorrebbe poi molto, visti gli ultimi gran premi) … sei il presidente di una società privata, lo so. E quindi puoi fare quello che vuoi. Ma perché non ti inventi anche il modo per mettere un po’ di pepe al culo ai tuoi futuri concorrenti e spingerli a migliorare le tratte minori, o per percorrenza o per fascia di prezzo? La maggioranza, che magari non può permettersi ogni volta un eurostar o un’alta velocità o un tuo futuro super –treno rosso e che vorrebbe viaggiare non con gli infissi rivestiti in oro ma semplicemente con un bagno che funziona e un treno, nel complesso, pulito, te ne sarebbe molto grata.
Grazie
Ps: speriamo intanto che Massa trovi finalmente la sua regolarità (intestinale) e che si sciolgano le stalattiti di ghiaccio sulle mani di Raikkonen, così potrà pigiare a fondo il tasto “throttle” (acceleratore).
Prezzo pieno: 42 euro e rotti. Venezia-Mestre, Roma Termini. Intercity delle 9,20 del mattino. E mi è pure andata bene. Nella carrozza sette l’aria condizionata è proprio partita. E i “signori passeggeri sono stati pregati ad accomodarsi nelle carrozze 4, 10, 11”. Con armi e bagagli, abbastanza voluminosi e pesanti da spostare, dato il periodo di ferie e viaggi.
Mugugni. Sguardi incazzati. Sguardi rassegnati. “Eh signora mia, qui in questo paese non funziona più niente”. “Ha ragione. E sa perché? Perché non c’è un uomo, uno, di quelli al potere, che abbia cuore. Tutti vanno al governo e pensano solo agli affari loro. Che siano di destra o di sinistra, non fa differenza”.
E dire che non è pure il peggiore dei viaggi che ho fatto. In fondo, è arrivato in orario (sembra un concessione, una fortuna, un evento straordinario).
E allora io quasi quasi scrivo una letterina a Montezemolo:
Caro Luca (e, in CC: Caro Silvio, caro Giulio),
mi sta bene che tu voglia fare i treni super veloci, più veloci della luce e forse delle Ferrari (che non ci vorrebbe poi molto, visti gli ultimi gran premi) … sei il presidente di una società privata, lo so. E quindi puoi fare quello che vuoi. Ma perché non ti inventi anche il modo per mettere un po’ di pepe al culo ai tuoi futuri concorrenti e spingerli a migliorare le tratte minori, o per percorrenza o per fascia di prezzo? La maggioranza, che magari non può permettersi ogni volta un eurostar o un’alta velocità o un tuo futuro super –treno rosso e che vorrebbe viaggiare non con gli infissi rivestiti in oro ma semplicemente con un bagno che funziona e un treno, nel complesso, pulito, te ne sarebbe molto grata.
Grazie
Ps: speriamo intanto che Massa trovi finalmente la sua regolarità (intestinale) e che si sciolgano le stalattiti di ghiaccio sulle mani di Raikkonen, così potrà pigiare a fondo il tasto “throttle” (acceleratore).
giovedì 24 luglio 2008
Salva con nome
Potrebbe sembrare una marchetta. Prendetelo come un consiglio. Almeno per chi ha Sky. Domenica, h 23, su Sky cinema mania (dice il Magazine del Corsera), passa Il vento fa il suo giro, di Giorgio Diritti. Tempo speso bene, se vi capita di transitare davanti alla tv.
mercoledì 23 luglio 2008
Strascichi
Aggiunge il signor M, via mail:
"
Dai brogliacci emergono altre frasi interessanti da dare in pasto ai media
"Se per te essere comunista è mettersi un paio di mocassini di pelle allora si capisce dove è fallita la rivoluzione"
E anche: "I tuoi racconti sulla formazione dei bambini di Trebisacce non fanno che accrescere l'annosa questione meridionale"
E ancora: "Quelle scarpe lì le mettete solo tu e Tullio De Piscopo"
E ancora: "Se quella è erudizione viva l'ignoranza ..."
E'stato poi rimosso dalle trascrizioni il momento in cui caschetto biondo si ritira in camera, prende il libro di quell'ebreuzzo yankee e accende a palla Nino D'Angelo: "Maledetto O'treno che t'ha portato via"
"
Ribatte mister I, sempre per posta elettronica:
"
Interrompo la trasmissione scendendo dalla mia torre di avorio
per una questione che ha del personale...
Primo: i vecchi comunisti si vestivano e si vestono con classe (quindi è sbagliato dire e io non ho detto: "era comunista ma...", perché non c'è contrasto tra le due cose...)
Secondo: William Gass non è uno scrittore ebreo-americano, ma americano al cento per cento...quello cui si riferisce la signorina della rozza Padania era Malamud..
Terzo: la ragazza padana di cui sopra (ribattezzata Flemmy Sbuffina dopo un fugace passaggio a M.) si vede che non ha un cazzo da fare in quella redazionaccia che è la cronaca del tg...
"
Chiude il signor M:
"
Una precisazione: continuo a non vedere il nesso tra "il vestire con eleganza" e i mocassini di tullio De Piscopo". Nè quello tra il "comunismo e i mocassini". Ma forse perché non ho mai letto William Gass (discendente di italiani emigrati, il cui vero nome è in realtà Giacomo Scorregia)
Alla primula padana dico; "non afflosciare la tua soave penna al cospetto di cotanta terrona superbia. Quanto al non avere un cazzo da fare, quello è come dire, didascalico."
ps (mio): poi non si dica che non ho rispetto filologico per le dichiarazioni, anche quando vanno a mio discapito!
"
Dai brogliacci emergono altre frasi interessanti da dare in pasto ai media
"Se per te essere comunista è mettersi un paio di mocassini di pelle allora si capisce dove è fallita la rivoluzione"
E anche: "I tuoi racconti sulla formazione dei bambini di Trebisacce non fanno che accrescere l'annosa questione meridionale"
E ancora: "Quelle scarpe lì le mettete solo tu e Tullio De Piscopo"
E ancora: "Se quella è erudizione viva l'ignoranza ..."
E'stato poi rimosso dalle trascrizioni il momento in cui caschetto biondo si ritira in camera, prende il libro di quell'ebreuzzo yankee e accende a palla Nino D'Angelo: "Maledetto O'treno che t'ha portato via"
"
Ribatte mister I, sempre per posta elettronica:
"
Interrompo la trasmissione scendendo dalla mia torre di avorio
per una questione che ha del personale...
Primo: i vecchi comunisti si vestivano e si vestono con classe (quindi è sbagliato dire e io non ho detto: "era comunista ma...", perché non c'è contrasto tra le due cose...)
Secondo: William Gass non è uno scrittore ebreo-americano, ma americano al cento per cento...quello cui si riferisce la signorina della rozza Padania era Malamud..
Terzo: la ragazza padana di cui sopra (ribattezzata Flemmy Sbuffina dopo un fugace passaggio a M.) si vede che non ha un cazzo da fare in quella redazionaccia che è la cronaca del tg...
"
Chiude il signor M:
"
Una precisazione: continuo a non vedere il nesso tra "il vestire con eleganza" e i mocassini di tullio De Piscopo". Nè quello tra il "comunismo e i mocassini". Ma forse perché non ho mai letto William Gass (discendente di italiani emigrati, il cui vero nome è in realtà Giacomo Scorregia)
Alla primula padana dico; "non afflosciare la tua soave penna al cospetto di cotanta terrona superbia. Quanto al non avere un cazzo da fare, quello è come dire, didascalico."
ps (mio): poi non si dica che non ho rispetto filologico per le dichiarazioni, anche quando vanno a mio discapito!
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